UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO. LA FAVOLA DELLA SQUADRA DI BASEBALL THUNDERS SALERNO


E’ un bel pomeriggio di sole, una domenica di settembre e tra poco scenderanno in campo due formazioni del campionato di C di Baseball, l’Asd Thunders Salerno baseball and softball contro il Cali Roma.
Al centro sportivo Mary Rose di Pontecagnano, nel rispetto delle norme antiCovid, incontro il presidente dei Thunders, Pascale Iannetta e diversi dirigenti di uno sport che a dire il vero, vedo dal vivo per la prima volta, ma che da quel che percepisco, avverto subito il clima familiare e cordiale che circonda l’ambiente circostante.
Manca poco al fischio di inizio e i giocatori sono in questo vasto campo a diamante di circa 15 mila metri quadrati, in posizione di attacco e difesa mentre con il presidente inizio una bella intervista.
Mi si apre un mondo nuovo e il presidente Iannetta mi racconta la nascita dei Thunders e la sua passione per uno sport, dalle origini americane che ha giocato sin dalla giovanissima età.
“Il baseball a Salerno nasce nel 1977, a quell’epoca – esordisce Iannetta – io avevo sedici anni quindi – dice ridendo – parliamo di preistoria. Ma battute a parte, due anni fa, alla presenza di alcune delle star della Major League americana abbiamo festeggiato il quarantennale dei Thunders Salerno, è stata una grande festa, molto emozionante.”
I Thunders lo scorso campionato hanno militato in B, una realtà organizzativa molto diversa dall’attuale serie C?
“L’anno scorso abbiamo disputato un grande campionato, arrivando secondi in B. Poi l’emergenza Covid ci ha portati a rinunciare alla categoria e ricominciare dalla C. Effettivamente la B è molto diversa, sia dal punto di vista economico che organizzativo, poiché bisogna viaggiare anche per lunghe distanze, si gioca due volte alla settimana e in più, l’anno scorso avevamo quattro giocatori venezuelani sotto contratto, questo comportava ulteriori spese per vitto e alloggio, pertanto ci siamo ridimensionati puntando soprattutto sulla “cantera”, su giovani che sono con noi dalla tenera età di dieci anni.”
Con tre vittorie e una sconfitta, lo score dei Thunders di coach Corbo, non è poi tanto male?
“L’obiettivo è sicuramente quello di salvaguardare la categoria e puntare sul nostro vivaio, basti pensare a numerosi giovani di prospettiva che stanno disputando una buona parte di questa regular season con ottimi risultati. Abbiamo dovuto rinunciare anche ad altri bravi giocatori, poiché molti sono “emigrati” al nord per ragioni di studio, tuttavia ci teniamo a disputare un ottimo campionato.”
Partire dai giovani, ma come procede il movimento baseball in Campania?
“Grazie al nuovo delegato regionale Giuseppe Mele, il baseball in Campania ha subito una forte accelerata. Basti pensare che sono nate tante nuove associazioni, abbiamo infatti quattro squadre giovanili tra Caserta, Avellino, Napoli e Salerno, poi c’è Rivello in provincia di Potenza, anch’essa una bella realtà e altre iniziative che stanno prendendo vita. Questo fa ben sperare come pure l’iniziativa “social” che la Federazione ha voluto mettere in campo, facendo conoscere il baseball attraverso i canali multimediali, invitando i giovani a partecipare a incontri che speriamo di organizzare presto per far conoscere questo affascinante sport di squadra.”
Mentre concludiamo l’intervista, il presidente mi spiega alcune importanti regole del baseball ed io me ne torno a casa arricchito perché ho conosciuto uno sport di squadra vero e una famiglia, quella dei Thunders Salerno, che da oggi avranno un nuovo tifoso. Per la cronaca la sfida casalinga tra Thunders Salerno e Cali Roma, si è conclusa con una sconfitta, per sole due lunghezze infatti 14 a 12, i laziali si sono portati a casa il match ma va sottolineato l’impegno di questi giovani campani con qualche elemento di esperienza, dal carattere forte e dalla voglia di ritagliarsi uno spazio importante.

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