Il calvario di quelli che sono al nord. La storia di due concittadini. Cosa succederà nella fase 2?Quando potremo riabbracciare i nostri cari?

Sono domande che da giorni, settimane ci poniamo. A chi ha un figlio o una figlia fuori regione, a chi non vede i nipoti, un familiare che lavora fuori oppure studia, la situazione sembra di difficile risoluzione. A complicare le cose, ci sono poi le varie ordinanze, i decreti, che allungano i tempi e rendono incerte le modalità di esecuzione, tampone o isolamento in quarantena per chi proviene dalle zone focolaio? Anche la nostra redazione ha sentito le voci di alcuni concittadini che lavorano e studiano fuori Campania e che da mesi si trovano non solo a dover lottare contro la pandemia ma anche contro la crisi economica, il lavoro fermo e la non possibilità di scendere al sud.“Da quel famoso 8 marzo, quando ci fu l’assalto ai treni verso sud, molte cose sono cambiate – ci racconta Francesca che studia a Milano – io responsabilmente, che sono qui da diverso tempo, ho preferito non scendere, mi sento con la mia famiglia grazie alla tecnologia, ma oggi diventa snervante dover pensare di non poter riabbracciare i propri cari, spero che a breve le cose cambieranno, quantomeno ci possano consentire con chiarezza e giuste precauzioni di rivedere le nostre famiglie. Qui in Lombardia vediamo il dispiacere negli occhi di chi ha perso un caro, di chi cerca risposte ai suoi perché ed è tragico credetemi. Viviamo tutti una situazione surreale.” Marco imprenditore trasferito al nord invece racconta la sua storia. “Sono venuto al nord, ho studiato qui a Torino, per crearmi un futuro come tanti meridionali che decidono di partire e lasciare la propria terra natìa. Dopo un master in project financing, mi sono lanciato nel campo del brokeraggio finanziario e devo dire che le cose stavano andando bene, poi però il mostro ci ha cambiato lo stile di vita, ma non importa ora abbiamo bisogno di ripartire, certo il Governo sta cercando di aiutarci maè ancora poco, qui al nord molti esercizi chiuderanno e in una città come Torino la crisi già si sentiva. La speranza resta viva, quella di trovare un vaccino rapidamente e tornare a fare la vita di sempre, migliorando soprattutto le nostre abitudini. Alla fine ce la faremo – conclude Marco.”

vini-palo

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